Notizie, idee e strumenti della società civile
e solidale del Friuli Venezia Giulia

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IL TERZO SETTORE

I SOGGETTI DEL TERZO SETTORE

La riforma, sotto la comune denominazione di Enti del Terzo Settore (ETS), comprende realtà molto diverse. Convivono infatti nel comparto esperienze molto differenti che il legislatore, in coerenza con le comuni finalità civiche, solidaristiche e di interesse generale, ha voluto inquadrare nella stessa cornice di riferimento. Ad un “estremo” della galassia abbiamo le associazioni che realizzano il proprio scopo prevalentemente attraverso l’impegno dei propri volontari: sono le Organizzazioni di Volontariato (ODV) e le associazioni di promozione sociale (APS), enti in cui  l’attività sociale prevale su quella imprenditoriale e commerciale e il contributo dei volontari sul lavoro retribuito. All’altro estremo l’Impresa Sociale (IS), in cui prevalgono invece l’organizzazione imprenditoriale e il lavoro retribuito, mentre i volontari hanno un ruolo complementare e non sostitutivo rispetto ai collaboratori a libro paga.

Gli Enti del Terzo Settore (ETS), secondo il Codice del Terzo Settore (CTS), sono gli enti “costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità’ o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore.”

L’iscrizione al registro unico (con acronimo RUNTS) è quindi un requisito necessario e pertanto solo gli enti iscritti possono utilizzare la denominazione di “Ente del Terzo Settore”  o “ETS” (o i suoi “sottoinsiemi” come ODV, APS).  (per approfondire clicca qui).

Ecco come è articolato il registro:

Organizzazioni di Volontariato

Nelle Organizzazioni di volontariato le finalità mutualistiche a vantaggio dei soci non possono essere prevalenti. Si trovano pertanto, nell’oggetto sociale, attività di interesse generale svolte prevalentemente a favore di soggetti terzi. Protagonisti delle attività sociali sono i volontari, sia formalmente che informalmente associati. Eventuali collaboratori retribuiti devono essere numericamente non più del 50% dei volontari e non possono essere soci (per approfondire clicca qui).

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Associazioni di promozione sociale

Le Associazioni di promozione sociale si distinguono dalle Odv perché il perseguimento degli interessi dei soci e/o dei loro familiari può anche essere l’oggetto esclusivo o prevalente dell’attività sociale. Non possono acquisire la qualifica di APS i circoli privati e le associazioni che prevedono nello statuto limitazioni nell’ammissione dei soci. Pertanto le finalità perseguite devono essere generali e non particolaristiche ed universale deve essere l’accesso (per approfondire clicca qui).

Imprese sociali

L’Impresa Sociale è un ente privato che esercita in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Queste attività sono molto ampie e spaziano dall’assistenza sociale e sanitaria alla formazione e alla ricerca scientifica, dalla tutela del patrimonio artistico e di quello naturale e paesaggistico all’accoglienza dei migranti, al social housing e al microcredito (per approfondire clicca qui).

Cooperative sociali

Tipologia particolare di Impresa Sociale sono le Cooperative sociali. Forme simili alle cooperative, in cui l’attività economica si coniuga con le finalità mutualistiche a vantaggio dei soci, si rinvengono fin dall’antichità,anche se la nascita della moderna cooperazione viene datata nel 1844 in Inghilterra. La Cooperativa sociale si qualifica come particolare forma di Società Cooperativa finalizzata nel perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini. La cooperazione sociale si distingue quindi per le sue finalità sociali: o perché è finalizzata a svolgere servizi alla persona (coop sociali di tipo A) o perché è volta all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (cooperative sociali di tipo B) dei soci, si rinvengono fin dall’antichità, anche se la nascita della moderna cooperazione viene datata nel 1844 in Inghilterra. La Cooperativa sociale si qualifica come particolare forma di Società Cooperativa finalizzata nel perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini. La cooperazione sociale si distingue quindi per le sue finalità sociali: o perché è finalizzata a svolgere servizi alla persona (coop sociali di tipo A) o perché è volta all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (cooperative sociali di tipo B).

Enti filantropici

Un ente filantropico ha come scopo quello di erogare, denaro, beni o servizi a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale. Possono essere associazioni riconosciute o Fondazioni, in entrambi i casi quindi enti dotati di personalità giuridica privata.
Una Fondazione è un ente basato su un patrimonio finalizzato a un preciso scopo di utilità sociale. Differisce da una associazione perché non ha soci e gli organi sociali non vengono democraticamente eletti dai soci ma “nominati” secondo le regole previste dallo Statuto (per approfondire clicca qui).

 

Società di Mutuo Soccorso

Le società di mutuo soccorso sono enti costituiti come società senza finalità di lucro, ma che perseguono finalità di interesse generale attraverso l’esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di alcune attività, tassativamente elencate dalla legge (servizi socio-sanitari, sussidi e aiuti economici, attività culturali ed educative). Sono realtà con una storia importante legata alla mutualità operaia e alle prime forme di previdenza sociale autogestita (per approfondire clicca qui).

Le reti associative

Le reti associative sono enti del terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, che svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli ETS (Enti del Terzo Settore) loro associati e delle loro attività di interesse generale, anche allo scopo di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali.
Sono un patrimonio importante del Terzo Settore Italiano e ne rappresentano il tessuto connettivo (per approfondire clicca qui).

Altre realtà del Terzo settore

La riforma prevede questa categoria residuale per includervi altri soggetti che non rientrano specificatamente tra quelli enumerati ma hanno i requisiti per stare dentro il Terzo Settore, cioè operano comunque senza scopo di lucro e svolgono attività di interesse generale . Si aggiunge così anche un fattore di flessibilità alla normativa, introducendo una “porta aperta” a nuovi tipi di enti che stanno nascendo e potrebbero nascere in futuro, dalla vitalità del non profit.
Tra queste realtà vanno annoverati le associazioni (riconosciute e non) di volontari di protezione civile (da non confondere dai gruppi comunali di Protezione Civile, costituiti con delibera comunale, che non rientrano nel Terzo Settore), gli enti sportivi gestiti dal Coni, associazioni e altri enti che, pur svolgendo attività di interesse generale e senza scopo di lucro, decidono di non iscriversi al registro unico del Terzo Settore. (per approfondire clicca qui)

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